L’ELEMENTO ACQUA E IL SACRO FEMMININO

collection-header-water-goddess-gifts

Negli oceani si è formata la prima cellula, e dalla prima cellula i primi organismi viventi fino all’uomo.

Ecco perché l’acqua è l’Elemento più vicino al Sacro Femminino: perché è l’acqua che dà la vita. Considerata Sacra fin dai tempi più antichi, fu una delle prime deità del Paganesimo.

L’acqua è il liquido amniotico, è l’acqua primordiale delle Origini, è rigenerazione. 
Sotto forma di pioggia rende fertile e feconda la terra. Se pensate che l’acqua subisce una specie di trasformazione alchemica in tutte le sue manifestazioni ed è anche un elemento che ha a che fare con le energie astrali di cui si impregna quando, sotto forma di vapore, sale verso il cielo. Successivamente torna sotto forma di pioggia sulla terra, fecondandola con le energie catturate nella dimensione sottile.
La terra trae giovamento dalle informazioni ricevute dall’acqua a favore della sua continua evoluzione.

L’acqua è mutamento, flessibilità, adattamento, ricettività. Scorre modella la Terra e ne ricava da essa informazioni ed energia. 

L’acqua essendo un elemento passivo ha come virtù la calma e la temperanza. Come punto cardinale è l’Ovest, come stagione è l’autunno.

L’acqua e il suo imprinting studiato da Masaru Emoto, per cui l’acqua ricorda perché è viva.
L’acqua viene usata in tantissimi riti, come nel battesimo cristiano, l’acqua benedetta nelle chiese e con la quale si cospargono i fedeli durante la Messa di Pasqua, segno di rinascita a vita nuova.

Su Wikipedia si legge:

I rituali dell’acqua, quasi nella totalità delle civiltà umane, facevano utilizzo di specchi, venivano attuati spesso in presenza di pioggia e terminavano con l’atto o di gettare o di deporre un oggetto dentro o sopra una massa d’acqua, forse per un archetipo umano che riconosce nell’acqua l’origine della vita. Era considerato un elemento femminile, il suo colore era il blu, dominava l’Occidente e i mesi autunnali dell’anno quando la pioggia si riversa sulla terra.

Oltre a costituire una delle componenti primordiali ed essenziali delle cosmogonie di quasi ogni civiltà, l’acqua rappresenta il principio vitale inteso come mezzo di rigenerazione. Anche in alchimia ritroviamo, legata all’acqua, una componente di forte vitalità: per gli alchimisti infatti, l’acqua come solvente portava alla Putrefazione, fase essenziale per il risorgere della vita, ed inoltre, sciogliendo sali e sostanze, li rendeva adatti a numerosi processi alchemici. È proprio in questa fase alchemica che tra alcuni elementi si credeva potesse avvenire la cosiddetta Unione: essa doveva avvenire nel corso della lotta tra la natura fissa e la natura volatile degli elementi.

Un elemento da tenere in considerazione è l’uso che la spagiria fa dell’acqua come solvente per riuscire ad ottenere la quintessenza dei minerali e delle sostanze naturali. 

Alcuni riti, che un tempo venivano considerati veri e propri incantesimi e rituali, sono in parte giunti fino a noi: ne è un esempio quella di gettare monetine dentro una fontana od un sasso dentro un pozzo visualizzando un desiderio che si vuole si realizzi…

Il pozzo di Chalice presso l’Abbazia di Glastonbury, in Inghilterra, è un esempio di una vecchia sorgente ritenuta magica anche dai pagani che si è trasformata in pozzo ad opera dei primi mistici cristiani…

Gli incantesimi legati all’acqua sono quasi tutti incentrati sul posizionamento o il lancio di un oggetto in una massa d’acqua.

Se ci si trovava nei pressi di una sorgente spesso si raccoglieva un sasso e, tenendolo con la mano dell’energia (i wiccan in special modo, credono che la mano più utilizzata naturalmente da una persona elargisca maggiore energia magica rispetto all’altra) usando il succo di una pianta locale o con del gesso, venivano segnati a terra simboli o rune visualizzando la propria necessità, per poi gettare il sasso nella sorgente.

Spesso, si attuava una sorta di divinazione attraverso il numero di cerchi prodotti dal sasso che impattava con l’acqua: durante il lancio si visualizzava o si rivolgeva alla Dea o al Dio una domanda che poteva avere come risposta o un si o un no, e a seconda se i cerchi generati sulla superficie dell’acqua fossero stati pari o dispari si era ottenuta una risposta affermativa o negativa.

Chi conosce dei riti ancora in uso come quello Sardo della notte di San Giovanni?

 

Rispondi