LA DONNA SELVAGGIA: ESSENZA DEL NOSTRO ESSERE DONNE

wildwoman

Mi sono riproposta di parlarvi della Wild Woman, la Donna Selvaggia, di cui sentiamo spesso parlare.

Perché è così importante in un cammino di consapevolezza al femminile?

Proverò a spiegarlo…Il libro per eccellenza che ha sviscerato tutti gli aspetti legati alla Donna Selvaggia è il famosissimo e unico Donne che corrono coi lupi di Clarissa Pinkola Estés.

Se qualcuna ancora non lo conosce o lo conosce solo per sentito dire, non può fare a meno di leggerlo e di rileggerlo. Io stessa, avendolo ripreso in mano per scrivere questo articolo, rimango ogni volta incantata di trovare cose di cui non ricordavo nemmeno l’esistenza (l’ho già letto due volte e ripreso innumerevoli volte in mano!), per quanta ricchezza di storie e di messaggi arrivino nelle profondità dell’animo di una donna che lo legge!

L’auspicio di Clarissa è quello che le donne ritrovino la loro “forma psichica” naturale, legata appunto alla Donna Selvaggia, all’Io istintuale innato.

Parlare di Wild Woman, dice, è come usare parole universalmente conosciute che aprono l’apertura di un passaggio.

Quando le donne odono queste parole, un’antica, antichissima memoria si rimescola e torna in vita.
La memoria è della nostra assoluta, innegabile e irrevocabile affinità con il femminino selvaggio, una relazione che può essere diventata spettrale per negligenza, sepolta dall’addomesticamento eccessivo, messa fuori legge dalla cultura circostante, o non più compresa per niente.
Possiamo aver dimenticato i suoi nomi, possiamo non rispondere quando chiama i nostri, ma nelle ossa la conosciamo, ci struggiamo tendendo a lei; sappiamo che lei ci appartiene e che noi apparteniamo a lei.

La donna Selvaggia è in ognuna di noi, a volte sopita, a volte repressa… ma quando questa emerge è per portare ad una rinascita,  come dice la Estés, a recuperare la sua integrità innata e sani confini.

Questo è il cammino che ogni donna dovrebbe fare per arrivare alla sua stessa sacralità, all’essenza dell’Essere Donna: recuperare il proprio rapporto con la natura selvaggia, nel senso di recuperare la parte più vera di ciascuna di noi, più profonda, antica, pura, intuitiva, visionaria, saggia. 

Qual è l’archetipo di questa creatura?

Nelle antiche tradizioni è detta “la donna che vive ai confini del mondo o alla fine del tempo”, è una creatura-strega o una dea della morte… La donna Selvaggia, dice sempre la Estés, non ha nome perché ne ha molti. E’ il prototipo, la salute di tutte le donne. Senza di lei non esiste psicologia femminile

Se sono represse, lotta per farle risalire. Se sono libere, lei è libera. Fortunatamente, se tante volte la obbligano a indietreggiare, altrettante balza di nuovo in avanti. Se spesso è interdetta, schiacciata, risospinta indietro, indebolita, torturata, gabellata per perniciosa, pericolosa, pazza, lei emana nelle donne, sicché anche la più tranquilla, la più compressa delle donne conserva per lei un posto segreto”.

Come possiamo trovare/ritrovare la nostra Donna Selvaggia?

In tanti modi, in tutte quelle pratiche che ci aiutano a metterci in contatto con la nostra psiche e con la parte più profonda di noi. Clarissa Pinkola Estès lo fa attraverso le storie, perché le storie mettono in moto la vita interiore:

Fiabe, miti e storie offrono un sapere e una comprensione che aguzzano la nostra vista in modo tale da permetterci di distinguere e di riprendere il sentiero tracciato dalla natura selvaggia. Gli insegnamenti che vi troviamo ci rassicurano: il sentiero non si è perduto, ancora conduce le donne in profondità, e ancor più in profondità, nella conoscenza di sé…

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