ANNO NUOVO, SANKALPA E MEDITAZIONE DELL’AMETISTA

pexels-photo-54200Eccoci alla fine di quest’anno 2016, un anno importante per tante cose che sono accadute dentro e fuori di noi. Si chiude un ciclo (dato dal numero 9 – 2+0+1+6 = 9), si chiude un’epoca… per dare inizio a qualcosa di completamente nuovo.

Il numero 9 è in assoluto il più importante e il più significativo di tutti. 
Era considerato particolarmente significativo già nell’Antico Egitto, ma anche in Cina il 9 aveva un ruolo importante.

Nella sapienza del 9 si è visto spesso un potenziamento magico del numero 3, essendo un suo multiplo. Nove sono i mesi della gestazione per dare alla luce una nuova vita. Nove sono anche le sfere celesti, in contrapposizione ai cerchi infernali. Essendo l’ultimo numero della serie, il 9 è associato alla fine, al traguardo raggiunto, al compimento dell’opera, al più alto grado della conoscenza. E’ anche in netta contrapposizione al numero 6; infatti quest’ultimo ha la forma di una luna calante mentre il nove quello della luna crescente.
Il 9 è costituito dalla somma di tre triadi e si contrappone al diabolico 666; rappresenta il suo opposto ed è anche il suo distruttore: riesce sempre, infatti, ad essere vincitore facendo trionfare la luce sulle tenebre. 
L’essenza del 9 è LIBERAZIONE. Il 9 ha conosciuto il potere materiale dell’8; ora sa che questi poteri sono transitori, si è liberato, quindi, del loro condizionamento, e dà importanza alla vera saggezza (fonte Spazio Fatato).

Così l’1, l’anno che sta per cominciare (2017 rappresenta l’1: 2+0+1+7 = 10, 1+0 = 1).

Il numero 1 rappresenta l’unità primordiale, onnipotente e maschile. E’ il seme, l’inizio, quando la forza della vita è spinta a manifestarsi per esplorare ed affrontare la novità.
E’ il centro, l’origine di tutto; rappresenta la capacità di dominare e di vincere, di essere migliore di tutti gli altri. E’ l’archetipo, il modello a priori al quale la cultura si adatta. La sua essenza è l’ATTIVAZIONE. Esso è il pioniere che affronta l’ignoto con coraggio e ricorre alle sue risorse creative per risolvere qualsiasi problema. E’ originale ed individualista perché non è influenzato da esperienze precedenti.

Ecco perché quest’anno si chiude letteralmente un ciclo e se ne apre uno nuovo. Con quale stato d’animo? Facciamo sempre tanti buoni propositi, abbiamo tanti desideri che vorremmo realizzare ma…usiamo solo la nostra razionalità, lasciando da parte ciò che di profondo e vero abbiamo: l’intuito. Ecco perché le nostre intenzioni falliscono ancor prima di cominciare! Che fare? 

Una pratica interessante che ho conosciuto grazie a Claudia Porta è il Sankalpa.

Il sankalpa può essere un’affermazione rafforzativa, che sottolinea ciò che sei profondamente, oppure rappresentare un obiettivo che desideri raggiungere. Ricordati però di formularlo al presente, come se fosse già realtà.

Secondo la visione yogica mente e cuore sono collegati. Associando il Sankalpa allo Yoga Nidra, alla meditazione, si permette alla nostra intenzione di andare in profondità, di lavorare nella psiche al di là della mente.  Ma un Sankalpa è una intenzione, che può essere fatta anche prima di qualsiasi sadhana o all’inizio di qualsiasi pratica yogica, prima della meditazione, o addirittura all’inizio di un nuovo giorno. 

Sankalpa è una parola sanscrita che letteralmente significa proposito, desiderio o più specificatamente Intenzione, è la convinzione di poter realizzare ciò che la mente si propone (fonte La Scimmia Yoga). 

Cosi noi piantiamo il seme del nostro sankalpa a livello profondo del nostro essere fino alla radice dell’ anima, sapendo che quando sarà il momento giusto, nei tempi divini, questo sarà realizzato. Ma tranquilli … inizierà a lavorare da subito, come un seme che cresce al di sotto della terra, prima che spunti il germoglio noi non vediamo niente , ma non significa che il seme non stia già crescendo.

Un modo per meditare, accogliere il nuovo anno con il piede giusto e nuova forza per il nostro Sankalpa può essere attraverso i cristalli, in particolare con l’Ametista, la pietra Spirituale per eccellenza.

Come fare.

Procurati un’ametista, possibilmente una drusa, un’ametista grezzo (hai già visto nello Shop?).

Accendi una candela bianca. Chiudi gli occhi e trattieni un Ametista sul tuo cuore. Vedi questa bellissima energia della fiamma Viola. Visualizza ciò che vuoi trasmutare e trasformare in luce prima dell’inizio del nuovo anno.
Ripeti ad alta voce: prendo tutte le parti ombra e oscurità che non mi servono e le trasformo ad un livello superiore. E’ giunto il momento di trasformarle in luce.
Senza giudizio, rifletti sulle zone d’ombra di quest’anno. Sii specifico/a. Che cosa hai imparato da esse? Fai pace con il tuo buio e ringrazia l’ametista. Tieni sempre vicino a te l’ametista in casa (camera da letto, soggiorno…) e purificalo di tanto in tanto ai pleniluni. Quando senti che ha finito il suo compito potrai riprogrammarlo con nuove intenzioni.

Buon Anno Nuovo!

 

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