12 ERBE E CRISTALLI PER PURIFICARE CASA: 12 – VISCHIO E DIASPRO ROSSO

picmonkey-collageCon oggi ultimo questa lunga carrellata di erbe e cristalli di protezione e di purificazione. Spero abbiate trovato spunti interessanti. Oggi è la volta di una pianta molto amata a Natale: il Vischio. E una pietra che protegge e rafforza a vari livelli: il Diaspro rosso.

PIANTA – VISCHIO

L’usanza di appendere in casa  il Vischio nel periodo che va fra Natale e Capodanno, in mazzi o ghirlande, era per garantire un anno di fortuna e di armonia familiare. Le ghirlande di Vischio sono simbolo di vittoria e di eternità. 

Antiche leggende ci raccontano che il Vischio era considerato pianta sacra  per i Druidi e dono degli dei per le popolazioni celtiche, che lo chiamavano oloaiacet. Credevano che il Vischio fosse generato dai fulmini quando colpivano gli alberi, in particolare le querce.

Lo raccoglievano con solenne cerimonia al sesto giorno della luna. Davanti al popolo radunato, un druida, vestito di bianco, saliva sull’albero e tagliava con un falcetto d’oro il Vischio che cadeva sopra un drappo bianco disteso a terra. Seguiva il sacrificio di due tori bianchi mai aggiogati e ai quali per la prima volta venivano legate le corna.

Per le popolazioni nordiche avere del Vischio in casa significava allontanare disgrazie e malattie. In molti paesi continua a essere considerato simbolo di buon augurio durante il periodo natalizio: diffusa è infatti l’usanza, originaria dei paesi scandinavi, di salutare l’arrivo del nuovo anno baciandosi sotto uno dei suoi rami. Anche da noi in Italia c’è l’usanza che gli innamorati si bacino sotto un ramoscello di Vischio per propiziarsi amore e prosperità insieme. La giovane donna che non riceveva il bacio non si sarebbe sposata entro l’anno successivo!

Il potere fortunato del bacio arriva dai Druidi del nord Europa: quando due nemici si incontravano sotto una pianta di Vischio erano soliti abbandonare le armi e concedersi una tregua sancendo il patto con un bacio. In Inghilterra, nella notte del 6 gennaio, per scongiurare il pericolo di rimanere nubili, le ragazze dovevano bruciare il mazzetto di Vischio che aveva addobbato la loro casa durante le feste invernali (fonte Il blog di Nella Seminara).

Usanza delle popolazioni scandinave è quella di scambiarselo soprattutto in occasione dei due solstizi, anche nel solstizio d’estate, per San Giovanni.

Per gli antichi è stato un simbolo di rigenerazione e di vittoria della vita contro la morte perchè proprio durante il periodo più freddo dell’anno, quando gli alberi perdono le foglie, si vede il fiorire del Vischio, con le sue foglie di un verde dorato intenso, e i suoi frutti sferici, traslucidi e biancastri.

Ma attenzione: il Vischio è una pianta protetta in molte regioni d’Italia. Conviene non esagerare nella raccolta, in quanto ha dei ritmi di sviluppo molto lenti e risente molto dell’inquinamento atmosferico. Per chi voglia avventurarsi a raccoglierlo vi consiglio di schiacciare qualche bacca nelle fenditure dell’albero che lo ospita: così avremo ricreato le condizioni per la sua diffusione 🙂

PIETRA – DIASPRO ROSSO

Pietra magica per molti popoli (vedi gli Indiani d’America), al Diaspro veniva attribuita la virtù di neutralizzare qualsiasi tipo d’incantesimo, di allontanare i pensieri inquietanti e di garantire la protezione divina; in Oriente si usava per proteggersi dagli incantesimi. Per gli antichi egizi invece il diaspro sanguigno rappresentava il sangue della dea Iside.

Per il suo colore e per la forza che dona è stato chiamato anche “pietra guerriera” perché dà coraggio e rende combattivi, donando la giusta energia necessaria a superare qualsiasi ostacolo. Infatti il diaspro rosso era la pietra che veniva incastonata nell’elsa della spada dei guerrieri per renderli coraggiosi e invincibili. 

Nel primo Medioevo il Diaspro Rosso si diceva potesse dare a chi lo indossasse, assieme all’aiuto di Dio, il potere di guarire dalla pazzia e di guarire se possedute da demoni. Secondo la Bibbia, il Diaspro Rosso è stato un dono diretto di Dio e sarebbe la prima pietra della Nuova Gerusalemme (fonte Alkaemia).

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