.: I SIGNORI DEL DESERTO: MOSTRA SUL POPOLO TUAREG :.

Mostra I signori del deserto a Potenza, Galleria Civica.

Si è conclusa pochi giorni fa la Mostra I signori del deserto, realizzata grazie ai proventi del crowdfunding e della vendita del libro La leggenda di Tin Hinan, regina dei Tuareg.

E’ stata una bella avventura quella che mi ha portato a conoscere la realtà della comunità Tuareg in Italia a Pordenone e dell’Associazione Via Montereale che porta in giro questa bellissima mostra del fotografo Udo Koehler.

La mostra è stata realizzata anche grazie al contributo dell’Associazione di cui sono socia, Yin-sieme, ad AmeRete Potenza e di tanti volontari che ci hanno aiutato a tenerla aperta, visto l’impossibilità del Comune di Potenza (in dissesto finanziario) a poter destinare degli addetti.

Le foto presenti alla mostra raccontavano la vita quotidiana di una piccola comunità del Niger, luogo di origine dei Tuareg presenti a Pordenone, ma anche il Festival che si svolge nell’Aïr, massiccio montuoso che raggiunge l’altezza massima di 2022 m (Idoûkâl-en-Taghès); verso il nord est sorge la vasta regione prevalentemente sabbiosa del Ténéré, una delle più ingrate di tutto il Sahara (fonte Sapere.it).

E ancora: la bellezza e fierezza delle donne Tuareg, detentrici di una cultura millenaria, che si tramanda di madre in figlia. Infatti sono le donne che per secoli hanno tramandato le loro tradizioni: scrivono, suonano uno strumento ad una sola corda, l’imzad, cantano. Loro è la tenda e gli animali. Una cultura matrilineare, come spesso ho avuto modo di spiegarvi.

Nonostante siano gli uomini a prendere le decisioni, sono in realtà le donne stesse a controllare la politica della tribù, dietro le quinte.

L’albero genealogico viene registrato attraverso la linea materna e, per questo, tradizionalmente è l’uomo a entrare a far parte della famiglia della donna dopo il matrimonio, non il contrario.

Inoltre, gli uomini lasciano i loro beni in eredità non ai propri figli, ma a quelli delle loro sorelle. Questo perché il legame genetico con i propri nipoti è assolutamente certo, a differenza di quello con i figli della propria compagna.

Ci sono altre tradizioni Tuareg particolari riguardo al rapporto uomo-donna. Per esempio, mangiare di fronte a una donna con la quale non si può avere una relazione sessuale oppure di fronte alle anziane è considerato un gesto molto maleducato da parte di un uomo. Il gesto più disonorevole è mangiare di fronte alla propria suocera (fonte tpi).

Tornando alla mostra ho potuto conoscere delle persone splendide come Ludovica Cantarutti, presidente di Via Montereale, il fotografo Udo e i due rappresentanti del popolo Tuareg, Moussa e Assalo, che hanno offerto il tè durante l’inaugurazione e venduto oggetti del loro artigianato, perlopiù gioielli.

donne Tuareg

Donne Tuareg nella festa che le vede passare dall’età dell’infanzia a quella adulta. Foto di Udo Koehler

La bellezza dei Tuareg alimenta, proprio per ciò che di indescrivibile colpisce tanto la nostra attenzione, il mistero e il fascino che li circonda e che riguarda non solo la loro Storia fatta di guerra e di poesia, di fierezza e di creatività e soprattutto di quella straordinaria filosofia assunta naturalmente da chi vive nelle immense distese del Sahara. Dietro alla luce dei loro occhi pare di vedere, quasi, il riverbero del deserto ed antichi rituali di vita che si perdono nei tempi. Quel deserto che Mano Dayak, uno dei più grandi interpreti moderni dei Tuareg definisce puro, anche se sconvolgente e magico (fonte viamontereale).

I gioielli Tuareg sono la principale forma d’arte di questo popolo e si esprime nella decorazione, che va dalla sella dei cavalli, al cuoio, al metallo. Queste ultime decorazioni sono chiamate Trik.
Sul metallo, e più propriamente sui gioielli, si esprime la migliore creatività dei Tuareg, spesso tramandata da padre in figlio, come quasi tutta la tradizione di questo popolo, almeno fino a pochi anni fa. Fra i gioielli realizzati, collane, bracciali, anelli, che non sono solo e semplicemente di ornamento, avendo altresì una funzione che va oltre l’indicazione della ricchezza di chi li possiede, spicca la Croce, considerata l’emblema del kel di appartenenza. La Croce più conosciuta nel mondo è quella di Agadez. L’appartenenza alla tribù viene segnalata dalla forma della sua manifattura. In genere i gioielli, per i Tuareg, non sono interessanti solo per la loro preziosità in quanto manufatto, ma anche perchè sono un elemento religioso e rituale, un elemento che diventa un “tramite” fra la terra e il cielo.

Spero che questa mostra e la sua risonanza anche attraverso il web abbia portato ad una maggiore conoscenza di questo popolo antico e affascinante, che è minacciato di estinzione per i grandi cambiamenti geopolitici e climatici. Considerati dai Governi una minoranza pericolosa, una minaccia, sono spesso oggetto di persecuzioni e discriminazioni.

I fondi della mostra hanno contribuito a migliorare le condizioni di vita della cominità in Niger degli amici Tuareg di Pordenone.

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