.: IMBOLC, CANDELORA, SANTA BRIGID… :.

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Imbolc, Candelora, Santa Brigid… questi ed altri nomi antichi per festeggiare le prime avvisaglie della Primavera. Una festa duplice: sia la promessa della fine dell’inverno ma anche il riposo della Dea dopo aver dato alla luce il Dio a Yule.

Il nome Imbolc deriva dalla parola gaelica “oimelc” che significa “nel latte” o “nel grembo”, perchè questo è il momento in cui gli animali da gregge danno alla luce o stanno per dare alla luce i cuccioli, i loro grembi sono gonfi e il latte della vita sta scorrendo ancora una volta.

Imbolc può significare anche “grande pioggia’ e in molte località dei paesi celtici questa data è chiamata anche “Festa della Pioggia”.

Festa del fuoco, ma anche dell’acqua, suo contrario…il fuoco, come l’acqua, si trasforma rimanendo uguale, attraversando diversi stadi.
Oggi Imbolc è il momento adatto per fare divinazione che riguardi le stagioni che verranno.

Imbolc è il momento ideale per arare il terreno, in senso metaforico, per preparaci a concretizzare i desideri che abbiamo espresso a Yule e dare completezza al processo di rinnovamento iniziato con Samhain.

Giornata dedicata anche ad un animale totem: l’Orso.

Secondo la tradizione dell’Europa medioevale alpina nella notte tra il primo e il due di febbraio l’Orso, si risveglia dal suo letargo invernale ed osserva il cielo. Se lo trova “chiaro” (plenilunio) rientra nel suo giaciglio, perché l’invernata durerà ancora quaranta giorni. Se invece il cielo è “scuro” (novilunio), allora l’Orso uscirà dal suo riparo ad annunciare l’inizio della primavera.

Per saperne di più leggete qui.

Non solo l’orso ma anche il serpente:

Il serpente appare come uno degli animali-totem di Brigit. In molte culture il serpente o drago è simbolo dello spirito della terra e delle forze naturali di crescita, decadimento e rinnovamento.

Nel giorno di Bride il serpente si risveglia dal suo sonno invernale e i contadini ne traevano il presagio della fine imminente della cattiva stagione. Il serpente è uno dei molti aspetti dell’antica Dea della terra: la muta della sua pelle simboleggia il rinnovamento della Natura e anche la sua dualità (tratto da qui).

Oltre all’Orso e al Serpente troviamo anche il lupo, legato alla natura, viene associato alla parte più oscura della Dea. Le immagini di Santa Brigit mostrano la sua figura in compagnia di un lupo o di un cane che la protegge dal male.  Infine il cigno, l’animale simbolo di bellezza, eleganza, spiritualità, alchimia e magia.

La grande regina d’Irlanda è il cigno bianco, Dea, Madre che grazie alla sua conoscenza ci conduce verso nuovi mondi. Il cigno che vola attraverso le colline di Avalon ci conduce nel viaggio estatico, consapevole, vivo e accende dentro ognuno di noi la fiamma sacra, capace di completarci e trasformarci.

Fra i simboli legati a Brigid, tipica è la croce che rappresenta la ruota solare. O anche la bambolina fatta di grano o il mantello di Brigid, una striscia di stoffa che si lasciava fuori nella notte della festa per assorbire il potere della dea e che veniva poi utilizzata sia come protezione che nei rituali di guarigione.

Alcuni dei riti legati a questa festa:

  • Mettere una candela accesa su ogni finestra lasciandole bruciare fino all’alba. Per poter salutare la rinascita del Sole.
  • Piantare bulbi, preparare yogurt o del formaggio fresco.
  • Cucinare il pane dandogli la forma di treccia, o meglio ancora le crepes che in Bretagna sono tradizionali della Candelora.

Imbolc, festa di luce, ci chiede di ritornare allo spirito di gioioso stupore ed aspettativa dell’infanzia, di lavare con le acque lustrali i vecchi strati di preoccupazione e uscire a giocare nuovamente con la vita che si risveglia, in fiduciosa attesa degli eventi (La soffitta delle streghe).

Io accenderò candele e pianterò bulbi… farò il pane, e poi… Voi cosa farete?

 

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