.: LA BEFANA COME SIMBOLO DI MADRE TERRA :.

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Dal punto di vista esoterico cristiano, un tempo l’Epifania era la data originale della nascita del Cristo ed è ancora celebrata come tale dalla Chiesa Cristiana Orientale. Questa seconda nascita del Cristo, esotericamente, è in relazione con il suo corpo multidimensionale ed è associata al battesimo.

Eppure resiste ancora molto bene la festa della Befana, un’altra festa al femminile!

Ma possibile che Babbo Natale debba essere ben vestito, curato, rassicurante, mentre la Befana è brutta, spaventosa, “con le scarpe tutte rotte” e distribuisca carbone ai bambini cattivi???

Cerchiamo di capire le origini di questa festa. Il 6 gennaio è il culmine dei 12 giorni che partono dal Solstizio d’inverno.

La dea che usava la scopa nell’antichità era Ecate, dea del pioppo nero e del salice: nel Nord Europa il legame del salice con le streghe è così stretto che la parola witch (“strega”) deriva dallo stesso nome che anticamente designava il salice, da cui deriva anche wicker (“vimine”), ed infatti tradizionalmente la scopa delle streghe inglesi è fatta ancor oggi con legacci di vimine in onore a Ecate.

Come spiegato bene nel sito Il Cerchio della Luna,

La grande Madre Lunare mediterranea, che per i Celti era la Matres Trivia, è diventata dunque una temibile megera, la vecchia “Nonna del Diavolo”, quella stessa che nella tradizione popolare germanica d’origine celtica assume diversi nomi: la “Nonna”, dispensatrice di regali per i bimbi buoni (i “giovani a lei fedeli”) volando su di una scopa nella notte dell’Epifania.

Purtroppo la dea Ecate, al momento in cui il patriarcato divenne imperante, fu sempre più considerata una divinità negativa, legata alla morte; in realtà Ecate è la rigenerazione, è forza creatrice.

(…) a lei sola, oltre a Zeus, era riconosciuto il potere di concedere o vietare all’umanità l’appagamento dei desideri e di regolare, come Dea-Luna, le nascite di uomini, animali e piante.

Anche la Befana è collegata con gli spiriti dei defunti e degli antenati e la sua effige andava bruciata perchè la comunicazione tra il mondo dei vivi e quello dei morti, periodo di passaggio tipico dei 12 giorni appena passati, andasse simbolicamente chiusa.

La Befana più che mai è la strega/sciamana e ci sono in tal proposito diversi studi e pubblicazioni come il libro L’incanto e l’arcano. Per un’antropologia della Befana.

Un altro libro si intitola Fate o Befane, streghe o guaritrici, l’autrice Daniela Braccini scrive:

Se la Befana ce la ricordiamo tutti vecchia, brutta e secca è perché in lei è rappresentata la natura del mondo che ha dato tutto di sé, si è spogliata di ogni risorsa affinché la vita possa dare frutti in primavera, è sporca di terra e sta tutta gobba perché le fatiche e le pene che il lavoro dei campi richiede lasciano il segno; adesso il suo ciclo è finito, il fantoccio esausto di Madre Natura si fa vittima sacrificale e sale sulla catasta di legna per lasciarci un ultimo regalo, le ceneri del suo falò che serviranno a concimare le fertili zolle (…).

La Befana è l’immagine di Madre Terra:

(…) colei che presiede a tutto ciò che si rinnova e dispensatrice di doni e frutti, alla terra sono legati i regali che nella tradizione elargisce ai bambini: fichi secchi, noci, castagne, mele diventati ai giorni nostri tanti dolciumi industriali.

Con il trascorrere dei secoli la Befana perde la propria connotazione benigna di Madre Natura e, sotto la spinta del cristianesimo, comincia ad essere considerata una sorta di strega.  Nel Medioevo, periodo a tinte fosche in cui forti sono le credenze e le paure popolari, la componente magica e demoniaca trasforma una divinità della fertilità in una vecchia malvagia e dissoluta legata a satana.

Il mito legato al periodo romano di Diana, dea notturna e dell’abbondanza che, in compagnia di altre donne, sorvolava i campi appena seminati per renderli fertili, decade sino a trasformare queste donne in malvagie streghe brutte e sdentate, dai capelli arruffati e dagli abiti cenciosi, aprendo così la strada all’iconografia della Befana giunta sino ai giorni nostri. (fonte Visione Alchemica).

E con questo non posso che augurare Buona Befana a tutte e a tutti!

Leggete anche l’articolo sull’argomento che ho scritto l’anno scorso: Befana o Strega?

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