.: CERVI E RENNE: ANTICHI SIMBOLI DI MAMMA NATALE :.

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Ah se non ci fosse stata la Gimbutas, staremmo ancora qui a credere a Babbo Natale! E invece no e vi racconto perchè, ma vi prometto che oggi è solo l’inizio di questo racconto 🙂

In particolare a Natale la renna è l’animale che conduce Babbo Natale a spasso per il cielo. La renna era sacra a Isa o Disa la dea Grande Madre degli Scandinavi. Nel nord Europa la renna assume spesso il significato di simbolo lunare, come tutti gli altri cervidi, perciò ha ruoli funerari e di guida delle anime dei defunti nell’oltretomba.

In tutto il Nord, sin dal neolitico, dalle isole britanniche, Scandinavia, Russia, Siberia, fino alle Americhe, la renna femmina era venerata come la ‘madre che dà la vita’. Era colei che  donava fertilità, l’anima di luoghi incontaminati, foreste e montagne, il destriero ultraterreno di fate e popoli magici. D’altronde è una renna femmina quella che è raffigurata in inverno, perché ha le corna (il maschio d’inverno le perde).

Così anche diverse dee vengono rappresentate con corna di cervo o di renna.

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A ben guardare diverse fonti citano il Cervo come animale totem legato al Solstizio d’inverno. Non a caso il cervo, così come anche l’orso, il toro o il cavallo, è sempre stato un importante animale totemico.

Infatti secondo i Celti (e non solo) il Re Cervo, il Dio Cervo, veniva sacrificato alla Dea madre per assicurare la fertilità alla terra.

In particolare la Cerva bianca, considerati dei messaggeri dall’aldilà sempre nella tradizione celtica.

Nelle terre del nord Europa, da dove nascono le tradizioni legate al Natale, il Cervo Madre è rappresentato come una donna/dea, che indossa un copricapo cornuto in cui è intessuto l’albero della vita e un uccello (emblematico del volo sciamanico). Questo trio di simboli è ancora presente nel nostro Natale, ma non sappiamo bene perchè…
In Siberia, le sciamane indossavano costumi rossi e bianchi bordati di pelliccia, copricapi cornuti (o cappelli di feltro rosso!) E praticavano la tradizione del volo sciamanico. Forse che sia partita da lì la leggenda di Babbo Natale?
La Dea Saule, dea lituana e lettone della luce e del sole, vola attraverso il cielo su una slitta trainata da renne e getta ciottoli di ambra (simbolo del sole) nei camini.
Protettrice materna degli orfani, si prendeva cura di tutti, persino aiutando i pastori a cercare gli agnellini che si erano smarriti.

Guardiamo il cielo in questo solstizio e vedremo Mamma Natale che attende in silenzio, come un cervo nel tempio della natura, portando un uccello tra le corna.

Per gli approfondimenti, vi rimando a questo bellissimo articolo in lingua inglese: http://gathervictoria.com/