.: UN 8 MARZO FATTO DI DEE E DI MARTIRI :.

bf93ce5f3f4f3f052b0b57215f63d7ba

Uno dei più efferati femminicidi di matrice cristiana della storia fu la morte di Ipazia, filosofa e scienziata vissuta tra il IV e il V secolo ad Alessandria. Pare sia morta proprio l’8 marzo!

Vedere le immagini in tv di quello che sta accadendo in Iraq e nel mondo a causa di un falso modello di fede è spaventoso, ma purtroppo è già accaduto altre volte. Ne è un esempio la storia di Ipazia con la distruzione ad Alessandria dei templi pagani insieme alle persecuzioni, con l’avvio dello slancio della filosofia cristiana di Agostino.

L’8 marzo dovrebbe essere così un momento di riflessione sul mondo più in generale, una nuova visione del genere umano, capace di vivere in pace rispettando le diversità di genere e valorizzandole.

Per le donne che desiderano farsi un regalo nel giorno a noi dedicato vi consiglio un libro (come poteva mancare!):

Sante, Dee, Martiri -Tra paganesimo e cristianesimo.

Simboli, culti e leggende proprie delle grandi Dee Vergini del passato riemerse nel tempo di passaggio tra paganesimo e cristianesimo, accendendo speranze di dignità e cambiamento nelle donne che divennero prima Martiri e poi Sante.

Nella fase nascente del cristianesimo, quando una nuova era sembrava poter cominciare, molte donne espressero le loro rinnovate speranze di dignità, autonomia e realizzazione, duramente calpestate dalla degenerazione del paganesimo patriarcale. Figure tragiche, ambivalenti, insieme vittoriose e vittime, riportarono a galla l’anima indomita delle fiere dee vergini di un tempo, rinnovando antichi simboli e pratiche, eredità dimenticata dell’originaria civiltà della Dea.

Per chi ancora non la conosce, leggete la poesia Donne mie di Dacia Maraini.

Rispondi