.: ETTY HILLESUM TESTIMONE DELLA SHOAH :.

hillesum

Bisognerebbe che qualcuno resti per testimoniare un giorno che Dio è vissuto anche nella nostra epoca. E perché non sarò io questo testimone?.

Etty Hillesum

Oggi si ricorda la Shoah… Sono stata affascinata, anni fa, dalla vita e dalla persona di Etty Hillesum, morta ad Auschwitz il 30 novembre 1943  a 28 anni.

Il marciume che c’è negli altri c’è anche in noi (…) e non vedo nessun’altra soluzione (…) che quella di raccoglierci in noi stessi e strappare il marciume. Non credo che si possa migliorare qualcosa del mondo esterno senza aver prima fatto la nostra parte dentro di noi. E’ l’unica lezione di questa guerra: dobbiamo cercare in noi stessi, non altrove.

Diario (1941-1943)

Qui una riflessione fatta da Paola Zaretti:

Etty…. non crede in una malvagità assoluta e demoniaca dell’oppressore nazista perché il male, nella sua banalità – il nemico – è dentro ciascuno di noi e va riconosciuto piuttosto che essere rimosso e proiettato sull’altro, fuori di noi, come spesso facciamo.
Quasi a dire che la differenza fra carnefice e vittima, pur riconosciuta, appare a volte così sfumata, da risultare in alcuni passaggi pressoché inesistente: se il male che abita l’altro non mi è estraneo, se da questo male non ho il diritto di dichiararmi immune, non ho neppure il diritto di demonizzare un nemico proiettando su di lui e dunque fuori di me il male che mi abita:

A distanza di tanti anni la Shoah fa ancora paura. Esistono ancora tante piccole e sconosciute Shoah sparse nel mondo. Per tenere sempre alta la guardia, perchè nessuno si senta mai “separato” da quello che succede poco lontano da noi, perchè tutti siamo coinvolti…

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