.: E SE IL CONTADINO IMPAZZISSE? :.

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IL MANIFESTO DEL CONTADINO IMPAZZITO

Amate pure il guadagno facile,
l’aumento annuale di stipendio, le ferie pagate.
Chiedete più cose prefabbricate,
abbiate paura di conoscere i vostri prossimi e di morire.
Quando vi vorranno far comprare qualcosa
vi chiameranno.
Quando vi vorranno far morire per il profitto,
ve lo faranno sapere.

Ma tu, amico,
ogni giorno fa qualcosa che non possa essere misurato.
Ama la vita. Ama la terra.
Conta su quello che hai e resta povero.
Ama chi non se lo merita.
Non ti fidare del governo, di nessun governo.
E abbraccia gli esseri umani:
nel tuo rapporto con ciascuno di loro riponi la tua speranza politica.

Approva nella natura quello che non capisci,
perché ciò che l’uomo non ha compreso non ha distrutto.
Fai quelle domande che non hanno risposta.
Investi nel millennio… pianta sequoie.
Sostieni che il tuo raccolto principale è la foresta che non hai seminato,
e che non vivrai per raccogliere.
Poni la tua fiducia nei cinque centimetri di humus
Che crescono sotto gli alberi ogni mille anni.

Finché la donna non ha molto potere,
dai retta alla donna più che all’uomo.
Domandati se quello che fai
potrà soddisfare la donna che è contenta di avere un bambino.
Domandati se quello che fai
disturberà il sonno della donna vicina a partorire.
Vai con il tuo amore nei campi.
Risposati all’ombra.

Quando vedi che i generali e i politicanti
riescono a prevedere i movimenti del tuo pensiero,
abbandonalo.
Lascialo come un segnale della falsa pista,
quella che non hai preso.
Fai come la volpe, che lascia molte più tracce del necessario,
diverse nella direzione sbagliata.
Pratica la resurrezione.

Non la trovate fantastica?  

Questo messaggio, scritto alla fine degli anni ’60 da Wendell Berry ha affidato al contadino impazzito la rappresentazione dell’essenza del messaggio ecologista senza mediazioni con le follie dominanti.

Da allora sono passati 40 anni ma il messaggio ha acquistato ancora più forza profetica.

Si tratta di un volume molto speciale di parole d’ordine per scendere convintamene dall’aereo dello sviluppo prima del crash.

Quando il mondo è capovolto, impazzire è la sola salute mentale [..] Il mondo non può che essere matto se un miliardo di persone sono alla fame e un altro miliardo soffre di malattie collegate all’alimentazione.

Il mondo non può che essere matto se dimentica che è la terra e i contadini che ci danno da mangiare.

Dall’introduzione di Vandana Shiva al libricino Il manifesto del contadino impazzito.

Saggista, poeta, scrittore e contadino, Wendell Berry è da molti anni impegnato in una colorita, coraggiosa, eretica battaglia. Lo definiscono ecologista. Ma è molto di più e di diverso…

Berry ha ereditato da suo padre, portavoce dei piccoli agricoltori del Kentucky, la duplice passione per l’impegno politico e culturale a favore dell’agricoltura tradizionale e ciò che lui chiama husbandry, ovvero la cura del suolo, l’accompagnamento della terra.

Berry è particolarmente legato all’Italia poiché è proprio nel nostro Paese che – in occasione di un soggiorno in Toscana, a Firenze, all’inizio degli anni ’60 – ha avuto una sorta di folgorazione, l’intuizione che gli ha fatto capire come la cura della terra debba essere vissuta e praticata in maniera assolutamente e integralmente naturale, senza le forzature proprie dell’industrialismo….

Principalmente è un piccolo coltivatore americano. E’ un sostenitore dell’idea che i piccoli coltivatori devono vendere direttamente i loro prodotti in città, nelle grandi città, perchè solo così potranno reggere all’assalto delle grandi compagnie agroalimentari. Solo riconquistando il cuore della città, saldando in un unico movimento i consumatori e i piccoli agricoltori si potrà salvare il mondo dalla follia dell’agroindustria.

Per Berry mangiare è un atto politico.

Fonti: http://www.terranauta.it/

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