.: LE “LIBERE” DONNE NELLE PITTURE RUPESTRI :.

41829358

Le donne prima di tutto, le donne prime in tutto. Tornare alle origini per comprendere chi siamo. Il lavoro degli antropologi ci serve per comprendere gli albori della storia dell’umanità.

Per esempio, lo sapevate che le donne hanno “inventato” l’agricoltura? Proprio così, spinte dall’impulso a nutrire e proteggere i figli, infatti, sono state le donne ad inventare le tecniche agricole. Lo si può capire da alcune pitture rupestri nel Tassili, nel Sahara odierno, una volta terra ricca di vegetazione.

Le donne, che in epoca preistorica avevano il compito di raccogliere bacche, tuberi e radici, si accorsero che dai semi caduti per caso in terreni fertili, ben irrigati, germogliavano piantine. Ebbero perciò l’idea di interrare alcuni semi vicino alle loro capanne usando i loro bastoncini di legno; inventarono così i primi orti. Dall’attesa passiva del raccolto dei frutti stagionali passarono alla semina di piante di cui riuscivano a prevedere la maturazione, facendo in modo di non restare senza cibo.

Sempre nel Tassili è stata trovata una pittura di un gruppo di donne che danzano. L’autore del libro L’arte di abitare la terra, Ugo Tonietti, ha chiamato “le libere donne di Jabbarèn”. Donne che ballano nude ad un ritmo cadenzato di legni, di pelli tese e di mani.

E le donne nell’arte?

Uno studio recente ci dice che i disegni preistorici sulle pareti delle caverne sono opera della donne.

Lo afferma l’archeologo americano, Dean Snow, professore emerito di antropologia alla Penn State University, ha osservato decine di dati riguardanti disegni risalenti addirittura a 40,000 anni fa. Nella sua ricerca, pubblicata sull’American Antiquity, Snow afferma che circa 3/4 dei disegni ritrovati nelle caverne sono stati eseguiti da donne.

mani-2-37608

“Sono state dette molte cose sbagliate sui chi li abbia fatti e perchè”, ha affermato Snow a National Geographic. Il fatto che gli uomini fossero dediti alla caccia non significa necessariamente che avessero l’esclusiva nel disegnare animali. “Erano le donne che sistemavano le carni. Conoscevano la caccia tanto quanto gli uomini”, ha spiegato lo studioso.”

Leggete voi stessi lo studio qui: http://www.huffingtonpost.it/

Ed ora? Solo il 3 per cento degli artisti nei musei d’arte contemporanea sono donne, ma l’83 per cento dei nudi è femminile». Era il 1985 e la prima performance delle Guerilla Girls, gruppo di artiste femministe nato a New York, consisteva nel disseminare la città di manifesti per promuovere le donne e le persone di colore nel mondo dell’arte contemporanea. Sono passati più di vent’anni, l’arte in rosa ha conquistato fama e riconoscimenti, ma c’è ancora molto da fare (fonte La Stampa).

Tutto questo deve aiutare la sociologia, la scienza, la psicologia, a comprendere le origini della Storia per arrivare ad una migliore comprensione del presente e di noi donne.

0 Comments

  1. Finalmente, dopo tanti anni, anche gli uomini cominciano ad accettare queste verità. Sono felice che “L’arte di abitare la terra” sia stato scritto da un uomo.
    Nel lontano 1990 lessi un libro ricco di informazioni preziose, come quelle che riporti in questo articolo, Rossella. Provai anche a proporne la traduzione ad una casa editrice italiana, ma era troppo presto e la casa editrice non era adatta al messaggio.
    “The Once and Future Goddess” A Sweeping Visual Chronicle of the Sacred Female and Her Reemergence in the Cultural Mythology of Our Time.”
    Noto ora una leggera accelerazione nella divulgazione di verità simili nei media.

Rispondi