.: FRIDA KAHLO, DONNA DELLA SUA TERRA: DAI VESTITI AI GIOIELLI :.

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Ancora qualcosa sull’abbigliamento di Frida Kahlo e sul rapporto con la sua terra.

Frida accentuava la spettacolarità del suo modo di vestirsi con pesanti collane precolombiane, anelli e orecchini di giada, lapislazzuli, turchesi, coralli, perle di vetro. Si acconciava i capelli al modo tlacoyal, intrecciandovi estambres, brillanti fili di lana colorati oppure tessuti, e fermandoli con vistosi pettini. La sua era una sorta di “body art” in cui attuava una costruzione dell’io che non era soltanto estetica (fonte: Forumtime).

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Questo scrive Carlos Fuentes nell’introduzione al suo diario, per descrivere la prima volta che incontrò Frida Kahlo ad un concerto nel Palacio de Bellas Artes a Città del Messico:

Quando Frida Kahlo entrò nel suo palco nel secondo ordine del teatro un tintinnio di sontuosa gioielleria coprì tutti i suoni dell’orchestra, ma qualcosa oltre il mero suono ci costrinse tutti a guardare in alto e a scoprire l’apparizione che si annunciava con un incredibile palpitare di ritmi metallici, e finalmente si rivelò l’essere che i sonanti gioielli e il silenzioso magnetismo avevano anticipato.
Fu l’ingresso di una dea azteca. Forse Coatlicue, la dea madre dalla veste di serpenti, che ostenta le mani lacerate e sanguinose come altre donne sfoggerebbero una broche. Forse Tlazolteotl, la dea della lordura e della purezza nel panteon indio, l’avvoltoio femmina che deve divorare l’immondo per sanare l’universo. O forse eravamo dinanzi alla Madre Terra spagnola, la signora di Elche, radicata al suolo dal pesante elmo di pietra, gli orecchini come ruote di carro, i pettorali che le divorano il seno, gli anelli che le trasformano le mani in clave.
Un albero di Natale?
O un albero della cuccagna?
Frida Kahlo era una Cleopatra sfiorita, che nascondeva il corpo tormentato, la gamba inerte, il piede offeso, i busti ortopedici sotto gli spettacolari ornamenti delle contadine messicane, che per secoli conservavano gelosamente i gioielli, protetti dalla povertà, per esibirli solo nelle grandi fiestas delle comunità agrarie.
I merletti, i nastri, le gonne, le sottane fruscianti, le trecce, le acconciature a forma di luna le aprivano il viso come le ali di una farfalla notturna: Frida Kahlo dimostrava che la sofferenza non riusciva a fiaccare, nè la malattia a eclissare, la sua infinita versatilità.

Dal 20 marzo al 13 luglio 2014 potrete vedere opere chiave di Frida Kahlo appartenenti ad altre raccolte pubbliche e private in Messico, Stati Uniti, Europa. Completa il progetto, una selezione dei ritratti fotografici dell’artista, tra cui quelli realizzati da Nickolas Muray negli anni quaranta.

La mostra sarà presso le Scuderie del Quirinale.

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  2. ederle

    Exposition Frida Kalho au musée de l’orangerie à paris , magnifique!

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