.: IO SONO MALALA. IL MIO MONDO E’ CAMBIATO MA IO NO :.

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Un anno fa Malala Yousafzai sopravvisse ad un tentativo di omicidio da parte dei talebani. La sua colpa: aver pubblicamente chiesto che tutti i bambini e le bambine pakistane ricevessero un’istruzione. Oggi Malala vive in Inghilterra e la sua storia, insieme a quella del suo paese, sono riportate in un libro: Io sono Malala, scritto insieme alla giornalista Christina Lamb.

Dedicato a

A tutte le ragazze che hanno affrontato l’ingiustizia e sono state zittite.

Oggi tutti sappiamo che l’istruzione è uno dei nostri diritti inviolabili. E non solo in Occidente. Nel Corano è scritto che Dio vuole che noi abbiamo la conoscenza, vuole che sappiamo perché il cielo è blu e che impariamo a conoscere gli oceani e le stelle. So che si tratta di una battaglia molto dura: nel mondo ci sono ancora 57 milioni di bambini che non frequentano la scuola primaria, e di questi 32 milioni sono femmine. Ed è molto triste ricordare che proprio il mio paese, il Pakistan, è uno dei peggiori: 5,1 milioni di bambini che non vanno nemmeno alle elementari anche se la nostra Costituzione dice che tutti i bambini hanno il diritto di frequentare la scuola.

La nostra valle, un tempo paradiso delle vacanze, è un luogo che suscita paura, e gli stranieri che vogliono visitarla devono farsi rilasciare un nulla osta dalle autorità militari. Alberghi e negozietti d’artigianato sono deserti e ci vorrà ancora molto tempo prima che tornino i turisti. Nell’ultimo anno ho visto molti luoghi diversi, ma per me la mia valle resta il posto più bello del mondo. Non so quando la rivedrò di nuovo, ma so che lo farò. Mi domando cosa ne sia stato del seme di mango che ho piantato in giardino in occasione del Ramadan. Mi chiedo se qualcuno lo stia innaffiando affinché un giorno i miei fratelli e io, o anche i nostri figli e le nostre figlie, possiamo goderne i frutti. Oggi mi sono guardata allo specchio e mi sono fermata a riflettere.

Una volta chiedevo a Dio 4 o 5 centimetri di altezza in più, ma in cambio lui mi ha resa alta come il cielo, talmente alta che non sono più in grado di misurarmi. Così ho deciso di offrirgli le cento rakat nafl che gli avevo promesso se mi avesse fatto crescere. Io amo Dio. Ringrazio il mio Allah. Gli parlo tutto il giorno. Lui è il più grande. Donandomi questa diversa altezza da cui parlare alla gente, Lui mi ha conferito anche grandi responsabilità. La pace in ogni casa, in ogni strada, in ogni villaggio, in ogni nazione – questo è il mio sogno. L’istruzione per ogni bambino e bambina del mondo. Sedermi a scuola a leggere libri insieme a tutte le mie amiche è un mio diritto. Vedere ogni essere umano sorridere di felicità è il mio desiderio. Io sono Malala. Il mio mondo è cambiato, ma io no.

Da Io sono Malala

Qui trovate un’intervista del Corriere.it a Malala.

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