.: OMEOPATIA: RISTABILIRE L’EQUILIBRIO PSICOFISICO :.

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Oggi è la Giornata Internazionale dell’Omeopatia come ho scritto su Terra Madre. Curarsi con l’Omeopatia, assieme ad altre cure di tipo naturale, rappresenta per me un modo di prendermi cura di me in senso più ampio.

Infatti, nella concezione vitalistica di Hahnemann, fondatore dell’Omeopatia, è l’uomo nella sua essenza ad essere ammalato, non un suo organo o una sua parte, per cui sopprimere con la forza i sintomi, senza comprendere da cosa sono originati, non è una soluzione al problema. Il medico non deve soltanto indagare i sintomi somatici che affliggono ma deve invece valutare la persona nel complesso in base alle sue conoscenze e ai racconti del paziente stesso. Per poter ottenere questo, il medico omeopata deve saper instaurare un rapporto di fiducia e apertura da parte del malato, in modo da poter scegliere il rimedio più adatto a lui, il simillimum.

“Guarire” in omeopatia non significa eliminare il sintomo, ma ristabilire l’equilibrio psicofisico dell’individuo: per far questo è necessario l’approccio psicologico. Il medico omeopata oltrepassa la conoscenza della lesione per esplorare l’universo delle sensazioni e delle modificazioni affettive e mentali.

Il processo di guarigione in omeopatia dunque non avviene semplicemente per eliminazione di qualche sintomo fisico. Ma assistiamo ad un’azione profonda del medicamento.

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I migliori pazienti omeopatici sono i bambini… lo sapevate? Forse perchè sono meno intossicati dai farmaci, o perchè hanno ancora integra la loro unità psicosomatica.

E voi, vi siete mai curati con l’omeopatia?