WANGARI MAATHAI E LA RELIGIONE DELLA TERRA

Sto leggendo il ibro La Religione della Terra di Wangari Maathai e sono andata a cercare in rete chi fosse (devo ammettere la mia ignoranza). Avevo letto alcune notizie riportate sulla biografia del libro (è la prima donna africana ad aver ricevuto nel 2004 il premio Nobel per la Pace), ma mi incuriosiva conoscere la sua vita di donna.

E’ così che ho letto che

la Maathai è stata la prima donna in Africa centrale orientale a fare carriera unversitaria. Ha fondato il movimento ambientalista kenyota nel 1977, e grazie a un progetto da lei ideato che ha coinvolto soprattutto le donne, ha fatto sì che venissero piantati più di 10 milioni di alberi per impedire l’erosione del terreno e per fornire la legna da ardere a tutto il Paese. Un milione di questi alberi è stato piantato da “Tree is Life”.

Laureata in biologia all’Università del Kansas e all’Università di Pittsburgh, ritornata in Kenya, Wangari Maathai ha lavorato nella dipartimento di ricerca in medicina veterinaria all’Università di Nairobi e, malgrado lo scetticismo e perfino l’opposizione degli allievi e della facoltà tradizionalmente maschili, ha guadagnato il dottorato. Wangari Maathai ha iniziato a lavorare per alleviare la povertà della gente del suo Paese cercando di creare progetti dal basso, partecipati, su base comunitaria per offrire occupazione e migliorare l’ambiente allo stesso tempo. Un’idea che le ha portato fortuna ma le è anche costata il divorzio dal marito, un ex deputato da cui ha avuto tre figli, che la lasciò negli anni 80, protestando che era “troppo istruita, troppo forte, troppo riuscita, troppo testarda e fuori controllo”.

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